13 marzo 2010

Il manifesto della parola bandita

di Paola Mastrocola
Viene presentata questa mattina a Piacenza la nascita di «Readere», associazione che «immagina, progetta e realizza attivita' che aiutino a comprendere, accrescere, valorizzare, diffondere, raccontare la felicita' di leggere». I sei fondatori (Rosellina Archinto, Eva Cantarella, Evelina Christillin, Maurizio Luvizone, Paola Mastrocola, Giovanna Zucconi) intendono offrire i propri progetti e la propria collaborazione a chi condivide la loro passione. Punto di partenza per la nuova associazione è il «Manifesto della parola bandita», scritto da Paola MASTROCOLA, che pubblichiamo qui sotto.

L'idea è di leggere e basta. Chi legge legge, e chi non legge pazienza, faccia come vuole. Oggi tutti difendono, proteggono, salvaguardano la lettura, educano alla lettura, promuovono la lettura. Noi no. Noi leggiamo e basta. E mandiamo in giro l'immagine e i suoni di noi che leggiamo. Non c'e' bisogno di dire che leggere è bello, utile, arricchente, prezioso, in, cult, must, trendy Chi legge, sa che cos'è leggere. Chi vuole provare, provi. Noi sottintendiamo solo, con un piccolo gioco di parole, che esiste una felicita' del leggere, un'allegria di chi è lettore. Tutto qui. La lettura presuppone silenzio, concentrazione, buio e lentezza: quattro parole BANDITE, che non stanno piu' in questo mondo. Si tratta, per leggere, di sedersi a un tavolo o in poltrona o sotto il tetto di un faggio. Stare fermi da qualche parte per qualche ora. Rimanere soli, zitti, scollegati da tutto e da tutti. Collegati «soltanto» a parole. Leggere vuole silenzio e penombra. E lentezza. Una vita SlowBooK! Siamo consapevoli che il gesto di leggere e' ormai in via d'estinzione, negletto, assente. Non c'è nella nostra vita, non c'è nelle immagini che ci bombardano da ogni parte. Oggi c'è rumore e caos, fretta e disordine. E leggere in rete è solo un'ennesimo modo di correre, è leggiucchiare, sbirciare, andare di fretta, essere quick, quickare (quiccare?). La lettura invece è stare. Permanere fermi. Tutto il resto intorno corre e tu invece stai. Sei la roccia, e su di te le onde possono infrangersi ma tu non fai una piega. Stai, leggi. (READERE insegna a stare - sempre che insegni qualcosa -, non a leggere Leggere è solo una conseguenza di stare). E cosi', la lettura e' andata fuori dai confini del Regno: la parola è bandita. E allora che la parola diventi per davvero BANDITA! Si tenga fuori, e combatta. Si metta un fazzoletto nero sulla bocca, assalti le diligenze e salvi le donzelle in pericolo. Crediamo che oggi leggere sia l'unico gesto politico possibile, e che sia un gesto rivoluzionario.
«La Stampa» del 2 marzo 2010

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