30 luglio 2010

E se i Tartari fossero arrivati?

Domenica inizia la serie agostana di «Avvenire»: quest’anno gli scrittori reinventano personaggi e classici della letteratura
di Fulvio Panzeri
I libri non sono solo degli scrittori che li hanno scritti. Loro sono gli autori. Per vivere le storie hanno però bisogno dei lettori, nel loro immergersi nelle pagine, nel fluire delle vicende e trovarvi sentimenti ed emozioni, oltre alla possibilità di immaginarsi, di entrare e di vivere, in un mondo diverso da quello della quotidianità. In questo ruolo 'creativo' che ha il lettore c’è anche la possibilità di non essere d’accordo sui destini che lo scrittore ha voluto per i vari personaggi o il desiderio di un altro finale che potrebbe intrigare di più rispetto a quello che ha pensato l’autore. In qualche modo anche il lettore, giocando con le storie, ne diventa un ipotetico costruttore e spesso le reinvenzioni che ha immaginato rimangono senza occasione di confronto: una questione strettamente personale.
Negli anni Sessanta e Settanta, in tempi di aggiornamenti e di giochi letterari più frequenti di oggi, erano varie le iniziative, anche sulle riviste, in cui si chiedeva agli scrittori di immaginare nuovi finali o di rileggere i destini dei personaggi dei grandi classici. Si veda ad esempio una serie radiofonica diventata molto popolare, quella delle Interviste impossibili, che come metodo ha a che vedere con questo tipo di invenzione, ma anche la popolare serie televisiva Biblioteca di Studio Uno, che raccontava negli anni Sessanta, in musical grazie al Quartetto Cetra, i grandi 'classici', un controcanto al successo dei 'teleromanzi' che facevano conoscere, in un’altra ottica, Tolstoj e Bacchelli, Manzoni e Stevenson. Al di là delle singole iniziative, la voglia di entrare nei libri degli altri, soprattutto in quelli che hanno assunto una funzione simbolica, per destrutturarli, reinventarli, parodiarli, è sempre stata una tentazione forte per gli scrittori, che hanno scelto via via varie angolature per riscrivere il loro classico: dal romanzo in cui le situazioni vengono attualizzate alla parodia fino alla sceneggiatura cinematografica. Si pensi a quanta fortuna in questo senso abbiano avuto Ulisse e Pinocchio, riletto secondo nuove ipotesi pedagogiche, con un’ultimissima reinvenzione di Silvano Agosti con Il ritorno di Pinocchio da poco uscito presso Salani. Per non parlare de I promessi sposi, dalle parodie di Guido da Verona e di Piero Chiara all’esperimento per il cinema di Giorgio Bassani fino alla reinvenzione teatrale di Testori, con I Promessi sposi alla prova, autore che ha tratto dalla rilettura dei grandi classici la forza della sua scrittura. Si pensi alle tre diverse versioni dell’Amleto shakespeariano. Anche l’ultimo romanzo di Giuseppe Bonura, I fuochi parlanti, pubblicato dopo la morte da Medusa, gioca proprio sulla reinvenzione dei destini dei grandi personaggi della letteratura che, dopo l’incendio di una biblioteca, escono dai libri in fiamme per andare in cerca di una nuova vita o di avventure diverse da quelle che abitualmente 'recitano' nei capolavori nei quali sono stati relegati.
L’appuntamento con i racconti che pubblichiamo durante il mese di agosto, da domenica prossima fino al 29, quest’anno propone un gioco di riletture dei grandi classici della letteratura di tutti i tempi, un viaggio insolito, in una biblioteca reinventata da venticinque scrittori. Sono 'classici al bivio', perché si è trattato di scegliere strade nuove, rispetto a quelle indicate in originale dai grandi autori, di valutare la possibilità di un percorso diverso, sia nel finale, sia nella vita dei personaggi. È anche un omaggio al grande amico che ha sempre partecipato con entusiasmo a questa iniziativa, Giuseppe Bonura, e al gioco che ha inventato nel già citato, ultimo romanzo, proprio quest’anno in cui si è svolta la prima edizione del Premio per la critica militante, assegnato nel maggio scorso a Todorov. È l’occasione per riscoprire, attraverso nuovi destini per i personaggi o nuovi finali, la ricchezza delle opere più famose della letteratura, con un invito alla rilettura, augurandoci che queste 'riscritture', riportimo in biblioteca, per riscoprire un grande classico. Ogni scrittore ha scelto, secondo i propri interessi, il libro da reinventare, scelte diverse che però hanno permesso di comporre una biblioteca varia, popolare, ma anche con qualche sorpresa, come diverso è l’approccio nella riscrittura di ciascun scrittore, una varietà di stili che rende anche varia l’iniziativa: si va dal racconto vero e proprio che ribalta le situazioni, in senso ironico o drammatico alla riflessione circa le possibilità di reinvenzione del testo.
In qualche caso si arriva addirittura a chiamare in gioco lo scrittore.
Scoprirete, in questo mese di agosto, come possono essere diverse le scelte di alcuni personaggi (da Ulisse a Pieta di Guerra e pace, dalla Monaca di Monza raccontata da Paola Pitagora, che è stata la Lucia televisiva per eccellenza negli anni Sessanta nello sceneggiato di Sandro Bolchi, a Madame Bovary, da Griselda, dal Decameron di Boccaccio al cagnolino del celebre racconto di Cechov) e come possono cambiare il destino di una storia.
E poi tanti nuovi finali, dai classici dell’antichità (la Bibbia e i miti greci, Edipo re), alla storia d’amore per eccellenza, Romeo e Giulietta, dal grande poema dell’Orlando furioso fino all’Ottocento con la Regina Margot di Dumas, Moby Dick, I promessi sposi, Oliver Twist, Pinocchio, Sandokan e Alice nel paese delle meraviglie. Nutrita anche la schiera dei classici del Novecento: dal Processo di Kafka a Barabba, dal Marcovaldo di Calvino al Deserto dei Tartari di Buzzati, fino a Sciascia con Il giorno della civetta e a Fenoglio con Una questione privata. Un racconto al giorno, per tutto agosto, per incontrare le 'storie diverse' delle grandi storie che conosciamo e che fondato il valore della letteratura.
Il «gioco» è come quello dell’ultimo romanzo di Bonura, «I fuochi parlanti»: caratteri in cerca di vite diverse da quelle sempre «recitate» Da Edipo re a Romeo e Giulietta, da Moby Dick a Oliver Twist: tante figure ispirano la tentazione di creare destini alternativi
«Avvenire» del 30 luglio 2010

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