08 settembre 2011

Un tour tra le scuole digitali

Youtube, tablet e prof bionici
di Giulia Belardelli
A pochi giorni dal "drin" della prima campanella, sono molte le novità telematiche che verranno sperimentate nei vari paesi. Dai libri di nuova generazione agli esami corretti con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, ecco le promesse di questa stagione
Quaderni, libri, astucci e fogli protocollo. Al massimo, una calcolatrice "non programmabile" a cui appellarsi senza posa durante il compito di matematica, come a un oracolo che tanto non parlerà. Fino a poco tempo fa era questa, più o meno, la lista dello stretto necessario per arrivare preparati al primo giorno di scuola. Oggi lo scenario sta cambiando radicalmente: da un lato, infatti, internet, i tablet e le tante applicazioni di intelligenza artificiale promettono di rivoluzionare il modo di stare tra i banchi di scuola; dall'altro, studenti tecnologicamente sempre più "saggi" impongono ai docenti di stare al passo con i tempi e diventare digitali anche loro. In alcuni Paesi molte di queste innovazioni sono già realtà e toccano ogni momento della formazione dello studente, dai test d'ingresso all'esame di fine anno. E sebbene non tutti si dicano entusiasti di questa "invasione tecnologica" nella formazione, sono in molti a vedere nel web e nei suoi alleati il futuro dell'educazione dei più giovani. Dagli Stati Uniti alla Corea del Sud, ecco una panoramica sulle novità telematiche più interessanti dell'anno scolastico che sta per iniziare.
La domanda di ingresso su Youtube. Se già da qualche anno iscriversi a corsi ed esami via web è pratica abbastanza comune, pressoché ovunque le prove di ammissione sono rimaste fedeli al "vecchio stile", vale a dire rigorosamente di persona e a base di test e quesiti. Come fare, però, a valutare i talenti digitali più nascosti delle future matricole? Con questa idea in testa, la George Mason University di Washington D.C. 1 e la Tufts University di Boston 2 hanno iniziato da quest'anno a selezionare i propri candidati anche sulla base di portfolio video caricati su Youtube, così da farli sentire più a loro agio al riparo dallo sguardo severo di una commissione. "Lo scopo non è quello di valutare le abilità di produzione di uno studente", ha spiegato Lee Coffin, direttore delle ammissioni alla Tufts University. "Crediamo che in questo modo il ragazzo abbia la possibilità di mostrarsi per quello che è, usando strumenti a lui familiari". Alla fine, su oltre quindicimila domande presentate alla scuola di Boston, oltre settecento aspiranti hanno proposto un video: "Alcuni, va detto, erano decisamente poco convincenti - ha continuato Coffin - ma nella maggior parte dei casi sono stati decisivi per l'ammissione, una sorta di biglietto d'ingresso".
La scuola al rovescio: lezioni a casa e compiti in aula. A rivoluzionare il concetto di e-learning, invece, ci stanno pensando diversi enti, società e accademie con l'obiettivo di integrare studio a distanza e tempo trascorso in aula. In cima all'elenco dei pionieri è la Khan Academy 3, una piccola organizzazione non profit che ha appena ricevuto un premio di 2 milioni di dollari da Google in quanto autrice di una delle tecnologia "più utili al mondo" (parola di Montain View) perché "capace di invertire le modalità di fruizione scolastica". L'organizzazione, infatti, ha costruito un'enorme collezione video di lezioni su Youtube per le scuole medie inferiori e superiori: oltre 2.400 lezioni dalla matematica alla letteratura che gli studenti possono tranquillamente seguire da casa. "Oltre ai corsi abbiamo anche una piattaforma web per svolgere un numero illimitato di esercizi", ha spiegato Salman Khan, fondatore e direttore dell'Academy. "In questo modo gli insegnanti possono dedicare la maggior parte del tempo passato in aula a comprendere le difficoltà degli alunni e aiutarli individualmente". Anche se l'organizzazione non ha una vera e propria "scuola", sono numerosi gli studenti e i professori americani e non solo che hanno deciso di provare la nuova tecnologia: "Basti pensare che finora abbiamo tenuto oltre 75 milioni di lezioni", ha concluso Khan.
"Con i tablet, un nuovo concetto di libro". Sul fronte dei gadget, i protagonisti indiscussi sono senza dubbio loro, tablet e libri elettronici. Mentre, infatti, la Corea del Sud ha annunciato che entro il 2015 tutti i suoi studenti utilizzeranno unicamente ebook reader 4, Vladimir Putin ha recentemente presentato un progetto che prevede l'introduzione dei dispositivi iTablet della Plastic Logic sui banchi delle scuole russe 5. Intanto, però, è l'iPad ad aver conquistato per primo le università mondiali: la London School of Business and Management, l'Illinois Institute of Technology e altri college regalano già adesso il gioiellino targato Apple a tutti i nuovi iscritti. "I tablet hanno enormi potenzialità sul mercato dei testi scolastici", ha spiegato Matt MacInnis, presidente di una start-up di ebook. "Per ora i libri digitali sono semplicemente una versione scannerizzata del testo cartaceo", ha continuato l'esperto. "Molte società editrici stanno lavorando a testi che forniscono un'integrazione audio e video, per un'esperienza di studio completamente nuova e capace di essere personalizzata a seconda delle necessità di ogni singolo studente".
L'esame a distanza, giudicato dal robot. L'esperimento più futuristico e intrigante per vedere se la tecnologia sia realmente pronta a caricarsi sulle spalle il peso della formazione avrà inizio fra pochi giorni. Il 10 ottobre partirà, infatti, il primo corso completamente gratuito e online della Stanford University: "Introduzione all'intelligenza artificiale 6". Con docenti del calibro di Sebastian Thrun, considerato dal Telegraph uno dei cento geni viventi, e Peter Norvig, ex scienziato della NASA e adesso direttore di ricerca a Google, il corso ha registrato oltre 125 mila iscrizioni - una bella sfida, considerando la montagna di domande che verranno poste durante le lezioni e le verifiche da correggere in tempo reale. A dar manforte ai due docenti ci penseranno, non a caso, le intelligenze artificiali: il corso, infatti, poggia su tecnologie sviluppate dalla Know Labs 7, una start-up californiana di cui fanno parte anche i due professori, nata con la missione di "digitalizzare la formazione". Gli esami di fine anno saranno giudicati da un software che sfrutta proprio le regole e i fondamenti che verranno insegnati tra una lezione e l'altra. "Il nostro obiettivo - spiegano i due docenti dal sito del programma - è capire se sia possibile o meno invitare a un corso il mondo intero".
«La Repubblica» dell'8 settembre 2011

Nessun commento:

Posta un commento